Ecomuseo Artigianato della Paglia nella Tradizione Contadina - Crosara di Marostica
La storia, che è maestra di vita, ci insegna a non dimenticare nel ritmo incalzante della società attuale le nostre origini ben radicate nella civiltà rurale, della quale l'Ecomuseo di Crosara vuole essere l'attento e documentato custode, ma anche luogo d'incontro, sia materiale che ideale, tra generazioni diverse per una reciproca conoscenza e per una sempre più consapevole, rispettosa e proficua convivenza. Nelle sale sono ricostruiti degli ambienti quali l'osteria, la bottega del falegname, del calzolaio, ed esposte le attrezzature di artigiani come il moleta, o prodotti finiti: sporte e cappelli ottenuti con la lavorazione delle dresse (trecce) di paglia; molto interessanti inoltre le biografie di artigiani locali, raccolte attraverso testimonianze dirette e documenti storici.
Nel territorio di Marostica, e precisamente nella frazione di Crosara, presso l'edificio che in un prossimo futuro ospiterà gli spazi espositivi dell'Ecomuseo della civiltà contadina, è allestita una mostra dal titolo La domenega 'ndavimo al marcà. Il mercato a Crosara fino a qualche tempo fa era un rito irrinunciabile almeno quanto la messa, l'occasione per acquistare o vendere prodotti, ma anche per incontrarsi, scambiare quatro ciàcole, bere un bicchier di vino e concedersi qualche piccolo lusso dopo una dura settimana di lavoro. La piazza allora si animava, le osterie, le botteghe, le fontane d'intorno diventavano luoghi ideali di conversazione e nascevano personaggi divenuti poi "caratteri" quali la Maria Canoto, che aveva una bottega un po' merceria, un po' cartolibreria, un po' pasticceria, il calzolaio Carlo Tonai, il "Ceno Moleta" e molti altri. Adesso che queste persone non ci sono più e che neanche il mercato è sopravvissuto al tempo, le voci, l'allegria di quelle domeniche, i richiami del moleta e il battere del calzolaio tornano a rivivere attraverso gli ambienti ricreati nella mostra.
Il legame di Crosara con il passato è ancora molto forte. Non bisogna dimenticare che la zona considerata rimane in prevalenza agricola, ma mentre una volta la coltivazione della terra rappresentava l'attività principale delle famiglie, ora è divenuta secondaria, in quanto molti residenti, occupati nelle fabbriche o nei laboratori artigianali, dedicano ai campi di proprietà soltanto una minima parte del loro tempo.
Se fra i più anziani permane il ricordo dell'intenso e duro lavoro, svolto seguendo i ritmi della natura, nei più giovani cresce via via l'interesse e la voglia di conoscere le proprie radici, le proprie tradizioni. Vi è la percezione che proprio i valori di cui era permeata quella "passata cultura", persa nell'arco di poco più di mezzo secolo, permettono di capire meglio il presente.
Con questa consapevolezza nel 1994 inizia a Crosara, ad opera di alcuni volontari e in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la Comunità Montana, una raccolta di materiale e di testimonianze che aiutano a ricostruire e a trasmettere tratti della vita rurale di un tempo.
Sono stati importanti i racconti delle persone anziane, a buona ragione considerate "memoria storica", le quali con ammirevole precisione e lucidità hanno descritto luoghi, lavori, ricorrenze, fatti, abitudini, con così tanta dovizia di particolari da riportarli in vita.
Oltre a voler conservare oggetti, attrezzi, documenti - provenienti dal territorio marosticense e dai Comuni limitrofi di Conco e Lusiana - come testimoni del nostro recente passato, si intende avvicinare quanti non hanno familiarità con questi materiali ormai in disuso, suscitare interesse e curiosità verso questo mondo e organizzare attività culturali e sociali atte a favorire la partecipazione e la collaborazione alla vita comunitaria nel rispetto delle tradizioni. Si vogliono inoltre sviluppare studi e ricerche - anche in collaborazione col mondo scolastico - sulla civiltà contadina e sulla sua importanza storica e socio-economica e mantenere vivi i contatti con gli emigranti al fine di recuperare il patrimonio di conoscenze, tradizioni, lingua locali che presso di loro ha conservato la sua integrità.
Il museo intende anche legarsi strettamente al territorio che lo ospita, e di cui si fa vetrina, mediante dei percorsi all'aperto che ne completino la valenza conoscitiva.
Indirizzo:
"Ecomuseo della Paglia e della Tradizione Contadina"
Via Sisemol – 36060 Crosara di Marostica (VI)
Internet:
www.comune.marostica.vi.it
E-Mail:
bibliomar@telemar.it
Tel:
(Assessorato alla Cultura) 0424/479120
Orari d'apertura:
Sabato dalle 17 alle 20; domenica e festivi dalle 10.30 alle 12 e dalle 17 alle 20.
Ingresso:
Gratuito
Servizi:
Visite guidate, attività didattica per le scuole, ascensore.
Come arrivarci:
(mezzi propri): da Vicenza, statale 248 per Sandrigo, Schiavon, Marostica, Crosara (strada per Lusiana); da Bassano, per Marostica, Crosara (strada per Lusiana); da Schio, per Thiene, Breganze, Marostica, Crosara (strada per Lusiana);
(mezzi pubblici): FTV Linea 41 Asiago – Conco – Marostica - Bassano; Linea 43 Rubbio – Tortima – Bassano.